a woman lookin at you from the screen
pizza restaurant interiors
street at nigth 2
the earth seen from above
Bored army men
street at nigth 3
A peaking lady
A priest
a nice view of a lake from a fishing boat
Posso definire “Tap to watch live” come un reportage. Parte dall’esigenza di documentare qualcosa, di fornire allo spettatore delle immagini per capire un periodo in mutamento. Il mio interesse si è concentrato su un aspetto in particolare della socialità virtuale -sempre più normalizzato e diffuso- i contenuti “live” o dirette nei principali SNS. Questi contenuti hanno delle caratteristiche importanti che mi hanno sempre incuriosito: richiedono un grande investimento temporale per la loro realizzazione-fruizione ed essendo materiale audiovisivo tendono a monopolizzare totalmente l’attenzione degli spettatori. Altra eccezionalità è che sono pensati per un consumo immediato, di fatto svanendo nella maggior parte dei casi sottolineando la loro natura totalmente estemporanea. TikTok in particolare è riuscita a massificare con singolare rapidità l’uso e consumo di questi contenuti, offrendo ai suoi utenti -dal numero sempre più in crescita- strumenti relativamente semplici per cimentarsi in tutto ciò, autonomamente dal proprio smartphone. Accedere ai contenuti live è semplice e fin consigliato; la cosa che mi ha subito affascinato è stato il fatto che sono riusciti a trasportare completamente il noto meccanismo di scroll ad “ascensore” dell’app. Scorrendo si viene trasferiti all’interno di un momento della vita di un altro utente. Esiste quindi la percezione di una popolazione perenne che abita l’app, pronta a condividere il loro tempo con un pubblico virtuale. Per fissare questo stream ho voluto distillare la sensazione dello “scrolling infinito” o “doom scrolling” in cui spesso questi contenuti tendono a confondersi e perdere di significato. Ho scelto dunque di utilizzare uno scanner per analizzare ogni situazione che mi si poneva di fronte; la raccolta delle immagini è stata meccanica realizzando una scansione per ogni video proposto dall’algoritmo. In poco tempo il temibile algoritmo dell’app ha iniziato a sviluppare una profilazione basata sulla mia attività totalmente randomica, fornendomi certi contenuti che secondo i suoi calcoli avrebbero potuto essere di mio interesse. In un certo senso è stato un lavoro a quattro mani: le immagini che ho collezionato sono anche frutto dell’intercessione digitale dell’algoritmo. Tuttavia ho voluto imporre una ri-categorizzazione del materiale raccolto. Presento infatti tre categorie: “Journeys” “Portraits” “Sights” pensate divise in tre capitoli o fascicoletti. Ognuno accompagnato da un testo che cerchi di spiegare il motivo della scelta. Le immagini sono pensate in scala 1:1; il telefono appare sospeso nel vuoto della superficie dello scanner così da convogliare l’attenzione al centro, al movimento congelato del video scansionato. Ogni immagine corrisponde a circa 12 secondi di video. Il totale di scansioni effettuate è un numero ancora in crescita e al momento ha superato la soglia dei trecento.